intestazione della croce del sud - don francesco ciabattoni


Relazione del Presidente
Assemblea della Croce del Sud per il rinnovo del Consiglio

Assemblea dei soci 29.01.2009
Relazione del Presidente

Nel gennaio 2003 in questo stesso luogo l’assemblea della Croce del Sud rinnovò il suo direttivo.
Furono eletti 9 soci a guidare l’associazione.
Nella relazione di programma il presidente chiese al nuovo consiglio di impegnarsi, accettando l’incarico, a terminare la costruzione della nave ospedale e di realizzare il servizio alle adozioni a distanza. Nel 2004 fu terminata la costruzione della Nave Ospedale intitolata alla Madonna del Soccordo e nel 2005 fu consegnata alla Prelazia di Marajò tramite la Preifettura di Portel. La Prefeitura di Portel tramite scrittura notarile, riconobbe alla croce del sud di Breves e alla Prelazia un sostegno economico per costruire il centro di accoglienza per bambini, la possibilità di accogliere sulla nave i volontari italiani e il mantenimento dello scopo per almeno 5 anni. Due delle tre promesse furono concretizzate: la costruzione del centro a Breves e il mantenimento dello scopo. La terza non è riuscita ad essere attuata per mancanza di volontari sanitari italiani disposti a lavorare sulla barca e anche per una certa indisponibilità della Preifettura ad una collaborazione del personale. Ad oggi possiamo dire che il progetto si è felicemente concluso. La nave ospedale sta lavorando costantemente a servizio del popolo di Marajò. Questo era lo scopo ed è stato realizzato.
Il centro di accoglienza invece non era previsto. Divenne indispensabile per accogliere i numerosi bambini adottati e i volontari brasiliani. La sua costruzione è stata possibile grazie ad una saggia azione di scambio, che ci ha permesso di avere la nave ospedale operante per Marajò e un centro per i bambini del luogo.
Questo intervento ha permesso di sviluppare l’attività delle adozioni a distanza come centrale nel nostro servizio alle missioni. Nel 2007 abbiamo inaugurato il centro di accoglienza. Abbiamo mantenuto circa 400 bambini e le loro famiglie.

Nello stesso periodo prendeva corpo un altra iniziativa denominata Natale senza fame. Partiva come esperimento nel 2002. In questi anni da 200 pacchi consegnati si è arrivati nel 2008 a oltre 1500 pacchi. Ora è diventato un appuntamento atteso e importante della popolazione e della Croce del Sud.

Dal 2003 al 2008 sono stati inviati a Breves, oltre al Presidente don Francesco Ciabattoni, i volontari: Ercoli Giuliano, Capecci Gian Marco, Capriotti Pio, Domenico Luciani, Umberto Silenzi, Belardi Giuseppe e Romani Giuseppe. Quasi un volontario italiano all’anno che in qualche modo ha mantenuto il rapporto tra la nostra realtà e quella brasiliana.

Il tasto dolente è quest’ultima attività che non si è sviluppata come volevamo. Sette volontari inviati è un numero troppo limitato rispetto alla possibilità di lavoro e di accoglienza della Croce del Sud. Questo, forse, è stato una conseguenza della minor attività di formazione e di reclutamento svolta. Forse l’associazione e il consiglio si è adagiato sui notevoli e straordinari successi ottenuti trascurando quest’aspetto di fondamentale importanza.

Il Consiglio si è riunito con costante regolarità come dimostrano i verbali registrati e mai venendo meno al numero limite di 4 incontri annuali come da statuto.
Ringrazio da subito i consiglieri del terzo mandato associativo per aver risposto con generosità ed attenzione alle iniziative che hanno richiesto di essere svolte. Ringrazio il vicepresidente Tommaso Maria Egidi, il segretario Vincenzo Pallotta, il tesoriere Caterina Gregori, il primo consigliere Daniele Spina, e i consiglieri Gian Marco Capecci, Leonella Ferrarini, Alceo Lucidi, Carla Riga. Abbiamo vissuto oltre 4 anni di intensa attività associativa e fraterna. Molti sono stati gli incontri svolti durante momenti conviviali. Ho sempre ricevuto ponderati consigli e saggie indicazioni accompagnate da riservatezza e fedeltà al mandato. Questa serietà ha condotto fino ad oggi la nostra associazione. Grazie.

Li ringrazio anche per la responsabilità e l’umiltà che hanno dimostrato nel rinnovo del Consiglio. Tutti sono stati tanto generosi nel rimettere il loro mandato quanto responsabili nel continuare.

Spetterà all’assemblea, dopo una giusta discussione, indicare i membri del nuovo consiglio.

Il nuovo consiglio dovrà lavore sulle seguenti indicazioni.
1 - Promuovere e potenziare l’adozione a distanza come attività dominante
2 - promuovere la campagna natale senza fame
3 - promuovere e potenziare il volontariato missionario in Italia e in Amazzonia

1 - L’Adozione a distanza
Bisognerà aumentare il numero dei bambini adottati e verificare se aprire il sostegno ai più bisognosi o ammalati. Arrivare ad accogliere almeno 150 bambini. Questo richiederà una massiccia promozione dell’attività per aumentare parallelamente in numero dei padrini.

2 - La campagna natale senza fame
E’ una iniziativa che oramai ha una sua storia e una sua tradizione. Va mantenuta. Non credo si possa potenziare almeno così come è gestita. Ad oggi diamo a mangiare a quasi 10 mila persone. Sono oltre 50 i volontari che ci lavorano. Si raccolgono quasi 15 mila euro. Aumentare di molto potrebbe essere ingestibile a meno che non si trovino altre formule. Essa deve essere un segno di condivisione e non una risposta alla fame del mondo. Occorre studiare nuove regole e nuove forme per relaizzare questa stupenda iniziativa.

3 - Il volontariato missionario.
Su questa attività dobbiamo giocarci il ruolo del 4° mandato associativo.
Occorre promuovere incontri di formazione e sensibilizzazione al volontariato missionario. Attivare canali di scambi tra l’Italia e il Brasile al fine di tenere alta l’animazione. Bisogna che partano in molti, soprattutto giovani e possibilmente non gli stessi.
Deve nascere una scuola del volontariato missionario. Indicando un programma, una data, una testimonianza e una preghiera. Mi sembra che in parte si stia seguendo questa strada ma essa dovrà essere chiarita e potenziata. Questo centro di san Benedetto deve essere la casa del volontariato e la chiesa della Speranza di Monteprandone la casa della preghiera missionaria. La tensione tra queste due esperienze dovrebbe far partire un movimento verso gli altri, in Italia e all’estero.

Queste tre attività dovranno essere concordate sempre con il vescovo diocesano e il Centro Missionario. Occorre coinvolgere più associazioni al fine di divenire il sale della chiesa locale che dà quel sapore missionario a molte realtà che altri non hanno.
Non dimenticheremo, nonostante le tre attività portanti, l’accoglienza ai nostri missionari. Purtroppo sono sempre di meno e più anziani. Non dimenticheremo neanche tutti i missionari, da quelli perseguitati ai martiri E saremo attenti sempre più ai problemi del mondo contemporaneo.

Al nuovo consiglio chiedo questo. Come anche chiedo all’assemblea di approvare queste linee guida rinnovandomi la fiducia. Chiedo inoltre un grande atto di coraggio, quello cioè di una nuova primavera anche con un ricambio dei consiglieri. Almeno la metà del Consiglio potrebbe essere rinnovato da giovani volontari che con la loro energia e freschezza potrebbero determinare un nuovo corso alla Croce del Sud.

La croce del Sud non è una associazione che autoincenza o glorifica i membri. Nasce a servizio della missionarietà e del sostegno ed accoglienza dei nostri missionari. E’ insostituibile.

Ho verificato in questi mesi, attraverso innumerevoli contatti, che il nostro spazio non è occupato da nessuno. Cioè, se non ci fossimo noi ad accogliere i missionari e a parlare di missionarietà non ci sarebbe nessun altro.




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